Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto 2026 si terrà la Mostra Collettiva presso il Castello di Urgnano, a tema "Endless".
I concetti di eternità e ciclicità sono proprio alla base dell'arte dell'intreccio orientale e non poteva quindi mancare un Nodo In Cornice!
L'opera ha titolo "La trama continua" e misura 50cmx50cm.
La trama continua nasce dall’incontro tra due strutture simboliche fondate sulla continuità: un nodo tessile che richiama la Ruota del Dharma e il motivo giapponese Shippō-tsunagi, impresso sulla carta washi che costituisce il fondo dell’opera.
La Ruota del Dharma, in sanscrito Dharmachakra, è uno dei simboli fondamentali della tradizione buddhista. Rappresenta il Dharma, l’insegnamento del Buddha, e la sua trasmissione nel mondo. L’espressione “mettere in moto la Ruota del Dharma”, riferita tradizionalmente al primo discorso del Buddha, indica l’avvio di un insegnamento che continua a diffondersi. Nelle raffigurazioni a otto raggi, la ruota richiama il Nobile Ottuplice Sentiero, inteso non come successione lineare di tappe, ma come insieme interdipendente di pratiche riconducibili a discernimento, condotta etica e disciplina mentale.
La forma circolare introduce nell’opera l’idea del ciclo, non come ripetizione immobile dell’identico, ma come cammino che ritorna sui propri passaggi, li approfondisce e li trasforma. Ciò che ritorna conserva la memoria del percorso compiuto e, proprio per questo, non è mai perfettamente uguale.
Il nodo nasce dalla rielaborazione contemporanea della tradizione dell’annodatura decorativa cinese e fonde due strutture: il nodo Quadrifoglio, organizzato simmetricamente intorno a un centro, e il Pan Chang, o nodo senza fine, caratterizzato da un percorso intrecciato continuo. Dalla loro fusione emerge una figura radiale a otto espansioni, reinterpretata come richiamo agli otto raggi della Ruota del Dharma.
Realizzato in corda di cotone riciclato, il nodo porta nella materia il principio della continuità. Una fibra proveniente da una storia precedente entra in un nuovo ciclo di trasformazione; il filo attraversa sé stesso, cambia direzione, si sovrappone e ritorna fino a generare un nuovo ordine. Ricongiunti i due capi, il percorso si chiude senza mostrare un principio o una fine riconoscibili. Ogni passaggio resta visibile nella struttura conclusa e ne custodisce la memoria.
Sul fondo, il motivo Shippō-tsunagi nasce dalla ripetizione di moduli curvilinei sovrapposti e concatenati, capaci di proseguire idealmente oltre i margini della carta e della cornice. Shippō significa “sette tesori” e rimanda alle sostanze preziose ricordate dalla tradizione buddhista; tsunagi indica invece il collegamento, la continuità del disegno. Nel linguaggio ornamentale giapponese, il motivo è divenuto simbolo di armonia, pienezza e legami duraturi.
Dall’intersezione dei moduli nascono nuove figure, simili a petali e forme quadrilobate. Nessun elemento rimane isolato: ogni forma si completa nell’incontro con le altre. La preziosità evocata dai sette tesori si trasferisce così dalla materia alla relazione, a ciò che connette, custodisce e trasmette.
Nodo e fondo condividono inoltre una continuità materiale: il cotone della corda e le fibre vegetali della carta washi appartengono entrambi alla famiglia dei materiali cellulosici. La stessa matrice naturale si organizza in forme differenti — filo e carta, volume e superficie — collegando i due elementi anche sul piano chimico.
Lo Shippō non è quindi un semplice sfondo decorativo, ma una rete simbolica e materiale sulla quale il nodo si posa come centro. Il pattern si espande idealmente in tutte le direzioni; la Ruota del Dharma ne raccoglie il movimento e gli offre un orientamento. Il fondo parla della continuità dei legami, mentre il nodo introduce l’idea del cammino, della trasmissione e della trasformazione consapevole.
L’opera interpreta l’infinito non come semplice assenza di una fine, ma come permanenza attraverso il mutamento: il filo diventa nodo, la fibra riciclata assume una nuova forma, le strutture tradizionali vengono rielaborate, l’insegnamento si trasmette e la materia conserva la traccia dei passaggi attraversati.
La forma si conclude entro la cornice, ma la trama continua: nei legami che genera, nella memoria del percorso e nella trasformazione della materia.

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